venerdì 27 marzo 2015

Recensione: Il giovane Holden, di Jerome David Salinger.

Buonasera, splendori.
Oggi mi sono finalmente presa una giornata di relax e non avete idea di quanto mi senta meglio! Com'è andata invece la vostra giornata, avete voglia di raccontarmi?
Ad ogni modo, vi lascio la recensione de 'Il giovane Holden' che ho finito di leggere poco tempo fa, enjoy!




Jerome David Salinger
Il giovane Holden

Sono passati più di sessant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e tutto quello che gli è cascato addosso dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a "exemplum vitae", e ciò ne ha decretato l'immenso successo che dura tuttora.



Quando si apre la prima pagina de ‘Il giovane Holden’ e ne si comincia la lettura, le aspettative sono sicuramente quelle di un romanzo di formazione in cui il personaggio principale, pagina dopo pagina, cresce. Tuttavia, portata a termine la lettura, la sensazione che si prova è quella di un’incolmabile incompiutezza, suscitata dalle pretese non soddisfatte, quasi dal bisogno che la storia continui affinché avvenga una svolta decisiva, un cambiamento radicale nel protagonista di cui si avverte l’implacabile necessità. 
Holden Caulfield si racconta ai lettori con un tono fatto interamente di menefreghismo, leggerezza ed immaturità che lo rende snervante ai loro occhi; il problema di fondo dell’intera opera sta dunque nel fatto che questo avvenga ininterrottamente, senza mai lasciar trapelare il più piccolo segnale di crescita. Il lettore si aspetta che da un momento all’altro le strambe avventure che vedono come protagonista il ragazzino, comincino ad instillare in lui degli atteggiamenti diversi, guidandolo verso il traguardo di un percorso di crescita personale, e quando ciò non si verifica, ne è deluso, ha la sensazione che il romanzo sia stato lasciato in asso, che perfino allo scrittore sia improvvisamente passata la voglia di raccontare la vita di Holden.
Il tentativo di Salinger è stato quello di immedesimarsi in un adolescente viziato, manchevole di entusiasmo e terribilmente immaturo, entrando in sintonia con i suoi pensieri e la sua psiche, il che lo portato a sovraccaricare le pagine di continui “e via dicendo”, “e via discorrendo”, “eccetera eccetera” che alla lunga lo hanno reso noioso e a tratti troppo artificiale.
Se la si analizza fino in fondo, la personalità di Holden risulta essere piuttosto complessa, in quanto egli sia fondamentalmente sensibile e fragile, incapace di stringere dei rapporti veritieri con i coetanei che ritiene invece troppo ipocriti, avverta il disperato bisogno di una figura femminile accanto, abbia questo rapporto particolare con il fratello scomparso benché riesca a nasconderlo sotto un denso strato di indifferenza, negligenza ed impertinenza; ancora una volta però, è come se il tutto fosse lasciato al caso, mancante di un pezzo.
Insomma, è un romanzo che fa sentire il lettore rinchiuso in un limbo, incapace di comprendere fino in fondo cos'è che manchi per definirlo un completo disastro, o un capolavoro. 

E' stata più dura del previsto riuscire a venire a capo di questa recensione, davvero. L'ho scritta e cancellata interamente per ben tre volte, e ancora ora il risultato non mi convince del tutto. Purtroppo questi libri che mi lasciano così, sospesa, sono quelli per cui non riesco mai a trovare le parole giuste.
Fatemi sapere cosa pensate voi di questo libro, perché sono davvero curiosa. Sembra che io sia l'unica a pensare che sia assolutamente sopravvalutato!

Vi abbraccio,
Ali xx

2 commenti:

  1. È successo anche a me :) Il finale mi ha lasciata spaesata, piena di domnde e perplessità ma, dopo un paio di giorni in cui ci ho riflettutto, sono arrivata alla conclusione che sì, mi piace come storia; proprio per questa cosa ^_^

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  2. io l'ho letto da ragazza e mi ricordo che mi era piaciuto molto anche se non era troppo scorrevole

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