mercoledì 11 febbraio 2015

Recensione: Lascia che ti racconti, di Jorge Bucay.

Jorge Bucay
Lascia che ti racconti

Una storia al giorno, per comprendere meglio come siamo fatti, i nostri desideri e le nostre paure. È questa l'idea che ha guidato Jorge Bucay psicoterapeuta e scrittore di successo nel mondo - nella scelta delle storie raccolte in questo volume, divenuto ormai un successo mondiale: sono storie antiche e moderne, leggende della tradizione cinese o indiana, racconti nati dal folklore popolare o ispirati ad autori contemporanei, che l'autore ha reinventato per aiutare il lettore a risolvere i propri dubbi e a porsene di nuovi. Grazie alla guida sicura e discreta di Bucay, ogni racconto si trasforma in un piccolo, prezioso strumento per guardare sotto una luce diversa i problemi che incontriamo ogni giorno - sul lavoro, in famiglia o nella nostra vita amorosa - per aiutarci a cercare dentro di noi e riscoprire la gioia profonda del vivere.



Questo libro ha attirato la mia attenzione sin da subito, ma non so spiegarne esattamente il motivo. Forse è stato il titolo a colpirmi, forse la copertina incredibilmente bella, o forse dovevo leggerlo e basta, fatto sta che nonostante in un primo momento lo avessi riposto nuovamente sullo scaffale d'appartenenza, il giorno dopo sono tornata in libreria a comprarlo.

Quella narrata da Jorge Bucay è la storia di Dèmian, giovane inquieto e curioso che decide di mettersi  in contatto con un terapista, Jorge, il quale racconterà lui tutte quelle storie che, parola dopo parola, impregnano le pagine del libro con la loro essenza, allietando le giornate del lettore in questione.
Il libro ha un filo conduttore costituito dalla vicenda riguardante il paziente e il suo terapista dai metodi piuttosto strambi, che viene però continuamente intervallato dai racconti a sfondo psicologico e morale che emergono durante le loro sedute; vi è quindi un continuo intreccio di storie ben articolato.
E' scritto in modo semplice e leggero, ma in realtà è tutt'altro tranne che una lettura di poco conto. Ognuno dei racconti che viene 'somministrato' a Dèmian come antidoto ai suoi malesseri è ricco di significati profondi che pian piano scavano nell'animo, lasciandovi inevitabilmente un segno.
Contrariamente a quanto si possa pensare, però, non vuole essere uno di quegli scritti che si propongono di insegnare a vivere in un determinato modo sicché questo non è possibile, ma lancia dei segnali silenziosi che spera possano essere recepiti dal lettore in seguito ad una personale riflessione. Alcune storie in particolare rimangono più impresse di altre, e inconsapevolmente mettono in moto dei meccanismi nuovi e bellissimi nell'animo del lettore.
Un libro consigliato a qualsiasi tipo di lettore, partendo da quello occasionale, passando poi per quello superficiale, quello più attento o quello più curioso, terminando con quello onnivoro, e così via. Insomma, un libro che va letto assolutamente.

Voto: 

Dunque lettori, che ve ne pare? Qualcuno di voi lo conosce già? A voi la parola.
Vi abbraccio,
A xx

2 commenti:

  1. Ciao Alice! Hai ragione, la copertina è fantastica! Mi sembra un libro molto particolare e diverso dal solito, e poi la tua recensione mi ha incuriosito parecchio!!! Lo leggerò di sicuro appena avrò finito quei quattro libri che ho in lettura.
    Tra l'altro anche il titolo è fantastico @_@
    Un abbraccio e buone letture! A presto <3<3

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